<?xml version='1.0' encoding='UTF-8'?><?xml-stylesheet href="http://www.blogger.com/styles/atom.css" type="text/css"?><feed xmlns='http://www.w3.org/2005/Atom' xmlns:openSearch='http://a9.com/-/spec/opensearchrss/1.0/' xmlns:georss='http://www.georss.org/georss' xmlns:gd='http://schemas.google.com/g/2005' xmlns:thr='http://purl.org/syndication/thread/1.0'><id>tag:blogger.com,1999:blog-18669632</id><updated>2011-12-03T10:11:37.651+01:00</updated><title type='text'>Talikundia y su mundo</title><subtitle type='html'></subtitle><link rel='http://schemas.google.com/g/2005#feed' type='application/atom+xml' href='http://talikundia.blogspot.com/feeds/posts/default'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/18669632/posts/default?max-results=100'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://talikundia.blogspot.com/'/><link rel='hub' href='http://pubsubhubbub.appspot.com/'/><author><name>Talikundia</name><uri>http://www.blogger.com/profile/10980909472042545874</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><generator version='7.00' uri='http://www.blogger.com'>Blogger</generator><openSearch:totalResults>4</openSearch:totalResults><openSearch:startIndex>1</openSearch:startIndex><openSearch:itemsPerPage>100</openSearch:itemsPerPage><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-18669632.post-115849487889705667</id><published>2006-09-17T13:58:00.000+02:00</published><updated>2006-09-17T14:07:58.906+02:00</updated><title type='text'>Un poquito de amor</title><content type='html'>&lt;a href="http://photos1.blogger.com/blogger/1018/1833/1600/IMAG0096.jpg"&gt;&lt;img style="FLOAT: right; MARGIN: 0px 0px 10px 10px; CURSOR: hand" alt="" src="http://photos1.blogger.com/blogger/1018/1833/320/IMAG0096.jpg" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;Todos necesitamos amor.&lt;br /&gt;Pero el amor no tiene precio.&lt;br /&gt;Debe de entregarse sin esperar nada a cambio, gratuitamente.&lt;br /&gt;Ama a tus amigos, a tu familia... o incluso a tu mayor enemigo.&lt;br /&gt;Te sentiàs mejor contigo mism@.&lt;br /&gt;Regala tu amor para recibirlo.&lt;br /&gt;Pero todo ésto no vale si no te amas a ti mismo.&lt;br /&gt;Quiérete y te querrán.&lt;br /&gt;¡Mañana lunes márcate el propósito de amar!&lt;br /&gt;Todos te lo agradecerán.&lt;br /&gt;Ama cada día más y demuestra que estás ahí.&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/18669632-115849487889705667?l=talikundia.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://talikundia.blogspot.com/feeds/115849487889705667/comments/default' title='Enviar comentarios'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=18669632&amp;postID=115849487889705667' title='35 comentarios'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/18669632/posts/default/115849487889705667'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/18669632/posts/default/115849487889705667'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://talikundia.blogspot.com/2006/09/un-poquito-de-amor.html' title='Un poquito de amor'/><author><name>Talikundia</name><uri>http://www.blogger.com/profile/10980909472042545874</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><thr:total>35</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-18669632.post-113577992065888069</id><published>2005-12-28T15:22:00.000+01:00</published><updated>2005-12-28T15:25:20.676+01:00</updated><title type='text'>Il ragazzo di cristallo</title><content type='html'>&lt;a href="http://photos1.blogger.com/blogger/1018/1833/1600/Il%20ragazzo%20di%20cristallo.jpg"&gt;&lt;img style="FLOAT: left; MARGIN: 0px 10px 10px 0px; CURSOR: hand" alt="" src="http://photos1.blogger.com/blogger/1018/1833/200/Il%20ragazzo%20di%20cristallo.jpg" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-family:courier new;font-size:85%;"&gt;C´era una volta un ragazzo fatto di cristallo. La cosa più incredibile era che i suoi genitori non erano proprio come lui. Suo padre era solido e testardo come una quercia, anzi, era fatto di una specie di legno scuro che si rovinava soltanto se gli facevano surriscaldare. Invece sua madre era fatta, come quasi tutte le madri al mondo, di una specie di velluto o qualsiasi stoffa morbida e calda. –da tutti è conosciuto che le madri ti danno calore, coraggio, e; soprattutto, amore-.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Quando nacque il ragazzo, i suoi genitori non si resero conto che avevano fatto un ragazzo di cristallo. La madre, invece, si era accorta di qualcosa che tentò di nascondere a suo marito: Appena fu nato, il bambino emise un pianto strano, non proprio di una persona appena nata. Invece di piangere per poter respirare, sembrava che piangesse per trovarsi in un mondo orribile, pieno di cattiveria.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Il bambino cresceva, giocando oppure leggendo, leggendo molto. Ma molte volte rimpiangeva una persona con cui essere. Da quel momento sua mamma seppe che voleva regalargli una sorella, perché innanzitutto il bambino voleva una compagnia femminile.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Purtroppo non la trovò, e fu da questo momento in cui gli schianti della sua vita si iniziarono, uno dietro l´altro. Ma un giorno, la mamma disse suo marito:&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;-           Ma non te ne rendi conto che il nostro figlio ha bisogno di un´altra persona con la quale essere?&lt;br /&gt;-           Non esser stupida. –le diceva lui- Io non voglio fare un altro figlio. Mandagli all´asilo e così conoscerà gente dei suoi stessi interessi.&lt;br /&gt;-           Non posso chiuderlo in una gabbia, così, strapparlo dalle mie braccia! –e si metteva a piangere-&lt;br /&gt;-           Dài, non piangere, adesso... Sta´ tranquilla… non ha forse della famiglia che lo vuole bene?&lt;br /&gt;-           Soprattutto tu, che non gli fai nemmeno dell´attenzione!&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Queste conversazioni venivano sempre ascoltate dal bambino, che piangeva in silenzio. Ma un giorno gli presentarono un ragazzo, due anni in più di lui. Paradossalmente, tutti e due si trovarono così bene insieme. Giocavano, dormivano, e quello più importante, condividevano tante cose che tempo prima non sarebbero riusciti a vedere prima di conoscersi.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Ma il tempo correva, ed il nostro personaggio non faceva molti amici. A Scuola gli facevano male, e quando si trovava solo, piangeva. Appena era arrivato a casa, si rinchiudeva nella sua stanza a leggere oppure per viaggiare da solo, con la sua immaginazione. Suo padre non se ne accorgeva, invece sua madre sì. Il ragazzo si chiudeva in una gabbia fatta da lui stesso. Non voleva uscire di essa. Era un uccello con le ali di vetro ma con il cuore fatto di sangue, di sentimenti.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Il ragazzo diventò adolescente e non trovò l´amore, non come quasi tutti i suoi amici. Ma quello che gli fece più male e diventare ancora più fragile era che il suo amico dell´infanzia aveva trovato una ragazza bellissima. Appena gli fu stata presentata, il nostro personaggio s´irrigidì. Il suo amico gli disse, scoppiando a ridere:&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;-           Ma non esser così timido! Sembra che sia la prima volta che vedi una ragazza!&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;E se ne andavano tutti e tre, invece sembravano soltanto due perché la coppia era a suo agio e non gli facevano attenzione. Il ragazzo brontolava dentro di sé, rimaneva zitto e pensava cose di questo tipo:&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;-           Qualche giorno me ne andrò via da questo mondo che non mi vuole bene. Me ne andrò e volerò via. Ci saranno persone con le quali potrò parlare, e ridere, e fare, e...&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Questo si compiò qualche anno dopo. I suoi genitori si stupirono abbastanza della scelta di suo figlio. Ma sua madre lo abbracciò, mentre tutti e due piangevano. Essa gli disse:&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;-           Non preoccuparti, bambino mio. So che ritornerai, prima o poi.&lt;br /&gt;-           Io non voglio ritornare, qui nessuno mi vuole bene. –e cominciò a piangere ancora più forte. Lei lo strinse fra le sue braccia e finì, dicendogli:&lt;br /&gt;-           Qui ti amiamo tutti, compreso tuo padre. Anche se non ti dice niente, lui è stata la persona che ti ha portato a questo mondo, non devi dimenticarlo mai.&lt;br /&gt;-           E perché è non mi ci ha portato a qualche altro dove io venga rispettato e amato da tutti? Perché? Dimmi, mamma, dimmelo! –e continuava a piangere-&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Finalmente partì. La sua fragilità gli impideva camminare con forza, con slancio. Appena arrivò al posto, tutti lo guardarono di sotto in su e ridacchiavano, dicendo:&lt;br /&gt;&lt;br /&gt; -          Ehi, il nuovo! Come ti chiami?&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Ma lui non rispondeva. Si trovava con la faccia per terra, mentre il suo cuore singhiozzava in silenzio. Poi, i ragazzi gli ripetevano:&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;-           Non sa nemmeno parlare!&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;E quasi sempre lo lasciavano da solo. Per questo fu riportato a casa prima. Il suo cuore gli faceva molto male, forse per la metamorfosi che era dentro di esso. Il cuore sembrava esser diventato di cristallo, forse anche di ghiaccio. Ma non sentiva niente, anzi, lui credeva di trovarsi in un momento magnifico.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Quasi allo stesso tempo, trovò una ragazza che cominciò a interessarsi per lui, per la sua vita. Lui cominciò a sorridere ed a vedere la vita di un´altra forma. Tutti e due erano molto legati, fino a un giorno in cui lui decise di lasciare perdere, senza darle delle spiegazioni. Si allontanò pian piano di lei, per diventare una persona in più che portava alle sue spalle.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Il ragazzo cominciò a vivere da solo ed il suo amico veniva spesso da lui, che gli raccontava tutta la sua vita, i suoi progetti. Molte volte uscivano insieme, ma lui si trovava sempre a disagio. Le loro conversazioni sembravano più che altro monologi, anche se il nostro personaggio parlava, lo faceva soltanto per assentire oppure per dire qualche frase estratta da qualche libro interessante che aveva letto tempo prima.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Un giorno in cui questo amico veniva da lui, non trovò nessuna risposta. Provò a chiamarlo al cellulare ed al citofono, ma non rispose nessuno. Improvvisamente, la porta si aprì ed il suo amico salì le scale in fretta, con il cuore in gola. Lo trovò sdraiato sul suo letto con gli occhi spalancati e con un bicchiere rotto in mille pezzi sotto il letto. C´era anche una bottiglia, senza etichetta alcuna, sopra il tavolino. Il suo amico lo annuse. Era veleno.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Chiamò alla polizia, alla famiglia, alle persone che lo avevano tentato di voler bene ma che lui aveva rifiutato tante volte.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Così, il ragazzo di cristallo potè volare da questo mondo. Senza limiti. Per sempre.&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/18669632-113577992065888069?l=talikundia.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://talikundia.blogspot.com/feeds/113577992065888069/comments/default' title='Enviar comentarios'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=18669632&amp;postID=113577992065888069' title='4 comentarios'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/18669632/posts/default/113577992065888069'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/18669632/posts/default/113577992065888069'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://talikundia.blogspot.com/2005/12/il-ragazzo-di-cristallo.html' title='Il ragazzo di cristallo'/><author><name>Talikundia</name><uri>http://www.blogger.com/profile/10980909472042545874</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><thr:total>4</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-18669632.post-113380316629482156</id><published>2005-12-05T18:07:00.000+01:00</published><updated>2005-12-05T18:19:26.656+01:00</updated><title type='text'>Diego de Silva y Velázquez y su tiempo (1599-1660)</title><content type='html'>&lt;a href="http://photos1.blogger.com/blogger/1018/1833/1600/IMAG0002VFH.1.jpg"&gt;&lt;img style="DISPLAY: block; MARGIN: 0px auto 10px; CURSOR: hand; TEXT-ALIGN: center" alt="" src="http://photos1.blogger.com/blogger/1018/1833/320/IMAG0002VFH.1.jpg" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;a href="http://photos1.blogger.com/blogger/1018/1833/1600/IMAG0003EADS.1.jpg"&gt;&lt;img style="DISPLAY: block; MARGIN: 0px auto 10px; CURSOR: hand; TEXT-ALIGN: center" alt="" src="http://photos1.blogger.com/blogger/1018/1833/320/IMAG0003EADS.1.jpg" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;a href="http://photos1.blogger.com/blogger/1018/1833/1600/IMAG0002VFH2.1.jpg"&gt;&lt;img style="DISPLAY: block; MARGIN: 0px auto 10px; CURSOR: hand; TEXT-ALIGN: center" alt="" src="http://photos1.blogger.com/blogger/1018/1833/320/IMAG0002VFH2.1.jpg" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;a href="http://photos1.blogger.com/blogger/1018/1833/1600/IMAG0004EADS2.1.jpg"&gt;&lt;img style="DISPLAY: block; MARGIN: 0px auto 10px; CURSOR: hand; TEXT-ALIGN: center" alt="" src="http://photos1.blogger.com/blogger/1018/1833/320/IMAG0004EADS2.1.jpg" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;a href="http://photos1.blogger.com/blogger/1018/1833/1600/IMAG0006LFDV.2.jpg"&gt;&lt;img style="DISPLAY: block; 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Se le considera avanzado para la época en la que vivió (Barroco español, en el siglo XVII), por las modas que siguió para hacer de su pintura una de las más conocidas de todos los tiempos o incluso los adelantos que le hicieron precursor de movimientos pictóricos posteriores.&lt;br /&gt;Queremos sobre todo que os fijéis en los colores, formas y figuras usadas porque ellos nos valdrán para comprender mejor esta trayectoria.&lt;br /&gt;Asimismo, en el apartado “Evaluación”, pondremos a prueba vuestros conocimientos para comprobar vuestro nivel de aprendizaje.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;strong&gt;Tarea&lt;/strong&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;El pintor del que nos ocupamos nació en 1599, en la ciudad de Sevilla. Este dato es muy importante, porque en ese momento la ciudad hispalense era una de las más importantes comercialmente hablando: Era a donde llegaba el oro y todas las mercancías de América, a través del río Guadalquivir. Era asimismo una de las más grandes en lo que a población se refiere.&lt;br /&gt;Velázquez se formó en el taller de Francisco Pacheco, desde 1610 hasta 1617. Fue además allí donde conoció a la hija de éste, con la que se casaría.&lt;br /&gt;Esta primera etapa se la conoce tradicionalmente como “sevillana” porque se desarrolló justamente en esa ciudad.&lt;br /&gt;Las influencias que le llegan a nuestro pintor son principalmente tenebristas, es decir, del movimiento que puso de moda el pintor italiano Caravaggio (1572-1610) y que se caracterizaba en utilizar la luz de forma muy violenta y acusada, dejando zonas muy iluminadas y otras totalmente oscuras.&lt;br /&gt;También denota una gran maestría en las calidades matéricas, es decir, en el tratamiento que hace de los objetos, que hace que parezcan verdaderas fotografías de lo reales que son.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Los colores usados son cálidos, principalmente marrones y toda su gama. Así, en las obras que veis aquí abajo, “Vieja friendo huevos” y “El aguador de Sevilla”, respectivamente, se ven las características de las que anteriormente os he hablado.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;En la primera obra fijaros en la calabaza y la frasca de vino que lleva el niño, la cazuelita de barro donde los huevos se fríen, el cesto de mimbre que cuelga de la pared, el mortero, el plato, incluso la cebolla o las jarras que están sobre la mesa. Los tonos terrosos –es decir, color tierra- aquí se ven sobre todo en la camisa de la vieja, la cazuelita de barro... y sobre todo en lo luminoso de la figura de la señora mayor y en la penumbra que queda en la figura del chiquillo, su traje oscuro queda casi fundido con el fondo neutro.&lt;br /&gt;En la segunda, que es muy similar en lo que a composición –es decir, en cómo se disponen las figuras- y a colorido se refiere, aquí las calidades matéricas de las que anteriormente se ha hablado, se ven de una manera clarísima: Fijaros en el vaso que el chiquillo le acerca al aguador para que cate el agua, que parece transparente e incluso parece que se puede tocar, las arrugas del rostro del aguador mismo o de las vasijas rebosantes de agua, que tienen incluso gotitas.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;La obra de Velázquez cambió radicalmente cuando fue llamado a la Corte madrileña en 1623. El rey que estaba en el trono en aquel momento era Felipe IV. La experiencia en la Corte no sólo cambió al pintor profesionalmente, sino también personalmente: El Rey sería uno de sus mejores amigos hasta la muerte del pintor. Es además gracias a él y en la Corte misma donde conoció al pintor flamenco Pedro Pablo Rubens, con quien iría a Italia en 1629. Esta experiencia le marcó profundamente.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Pero antes de adentrarnos en este aspecto tenéis que saber que nuestro pintor fue dos veces al país de la bota: La primera, como ya hemos dicho, en 1629. Esta fue más bien una toma de contacto, donde aprendió y vio de cerca las modas que allí eran imperantes, amén de visitar muchas ciudades. La segunda fue en 1649, donde, aparte de ser ya un pintor renombrado, mejoró y perfeccionó su técnica, porque fue a partir de entonces cuando realizó sus obras maestras.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;En lo que respecta al primer viaje a Italia, fue su compañero de viaje Ambrosio de Spínola, personaje que el propio Velázquez retrataría después en su famoso lienzo “Las lanzas”. En esos ocho meses de 1629 pintó muchos cuadros, entre los que se halla uno paradigmático, que es el que veis aquí abajo.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;· “La fragua de Vulcano” es una de sus obras más reproducidas, pero casualmente poca gente sabe el verdadero significado de él. Nos narra un hecho mitológico (gran novedad en la pintura velazqueña) en el que Apolo baja al mundo de los terrestres. Hay que recordar que Vulcano fue expulsado a patadas, del Olimpo, debido a su fealdad; paradójicamente, fue desposado con la diosa del amor, Venus. Del golpe recibido, se quedó cojo de ambos pies.&lt;br /&gt;Volviendo a la pintura, Apolo baja al mundo terrenal para comunicar a Vulcano que su esposa le es infiel con el dios de la guerra, Marte. De la noticia y del impacto recibido, todos se quedan sorprendidos, fijaros en la expresión de sorpresa del propio Vulcano y de sus ayudantes. Incluso la figura del fondo del cuadro vuelve la cabeza para poder escuchar.&lt;br /&gt;Esta pintura pudiera quizá recordarnos la primera etapa del pintor, por las calidades matéricas de las que anteriormente os he hablado (fijaros en la armadura de la derecha, el pedazo de hierro que está al fuego, las jarritas de la estantería) o por los colores terrosos, pero hay unas características que la adscribe al aprendizaje recibido en Italia: La anatomía de las figuras y la luz empleada. Es notable cómo Velázquez trata los perfiles, el frente, las figuras dadas la vuelta. Y en la luz, ved cómo la figura de Apolo es la más iluminada y la que más protagonismo tiene, más incluso que el propio Vulcano, que se supone que tendría un protagonismo mayor. Incluso parece que la luz irradia del centro del cuadro, de la fragua misma.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;A su vuelta de Italia, el pintor hispalense fue llamado para colaborar, junto con otros pintores, en la decoración del Salón de Reinos del Alcázar madrileño. Allí pintó retratos ecuestres de toda la familia real, pero el cuadro más importante fue el llamado “La rendición de Breda” o “Las lanzas”, como se conoce popularmente.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;· Este cuadro narra un hecho acontecido realmente, en la ciudad holandesa de Breda. Vemos dos bandos, el derrotado a la izquierda y el vencedor a la derecha. Justino de Nassau, a la izquierda, entrega las llaves de la ciudad a Ambrosio de Spínola; que con un gesto comprensivo (poniéndole la mano derecha en su hombro izquierdo) las recibe. Es de señalar que el ejército vencido no muestra casi los rostros, como en cambio sí sucede con el vencedor. Fijaros en la figura de la derecha del todo, detrás de la grupa del caballo: Se piensa que puede ser un autorretrato del propio Velázquez.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;En el segundo viaje a Italia, que fue en 1649, fue ya como un pintor renombrado. Se le encargó comprar muchos cuadros y esculturas clásicas, cosa que logró. En este viaje, asimismo, fue cuando su pintura adquirió los matices que la caracterizarían ya para siempre, es decir, con una luz y con unos colores inusitados, entre los que destacamos el “Retrato del Papa Inocencio X”.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;· Este retrato es más conocido por la anécdota que se dice de él. Se dice que el propio Papa, cuando vio terminado su retrato, dijo: “Troppo vero”, es decir, “Demasiado real”, en italiano. Y es curioso que, una pintura como ésta, tan sencilla, que no deja de ser un retrato, y con la poca gama de colores utilizados (rojos, blancos, dorados) lograra una auténtica obra maestra.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;A la vuelta de este segundo viaje fue cuando ya pintó las obras por las que es universalmente conocido. Forman parte de sus últimos diez años de vida.&lt;br /&gt;En ellas nos detendremos más profundamente porque son bastante importantes para poder entender mejor su pintura. Las obras son las siguientes:&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;· La primera es “El espejo de Venus”. Aunque parezca curioso, no narra ningún hecho mitológico. Velázquez, en esta pintura, se ha valido de diversos modelos italianos y los ha hecho suyos con otros aspectos personales. Mezcla colores fríos (es decir, en tonos oscuros; como lo son la sábana, el marco del espejo, el carcaj de Cupido) y cálidos (tonos más claros, como se ve en los cuerpos de los personajes y, sobre todo, en el cortinaje rojo de la izquierda).&lt;br /&gt;El rostro de Venus se nos muestra a través del espejo que porta Cupido y que da título al cuadro. Pero casualmente el rostro se nos aparece borroso y un poco ampliado, se dice que puede ser un retrato de la amante del personaje que encargara este cuadro.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;· La segunda obra es “Las hilanderas”. Probablemente hayáis oído el otro título por el que se conoce, es decir, “La fábula de Aracne”. Si es así os preguntaréis que quién era ese personaje. Ello nos valdrá para entender, aunque sea de manera muy superficial, el cuadro.&lt;br /&gt;En primer término tenemos a cinco hilanderas realizando su labor, e incluso un gato se entretiene jugando con los ovillos. De la figura de la derecha, con falda verde, se dice que es la propia Aracne. Esta mujer, según el mito, se dice que era la mejor tejedora de toda la región de Lidia. Pero tenía un gran defecto, la vanidad.&lt;br /&gt;Se ufanaba de ser la mejor tejedora de la región, e incluso retó a la propia diosa de las labores textiles, es decir, a Minerva. A este personaje le tenemos a la izquierda del cuadro, con una toca de color blanco. Pero para no parecer una diosa, se cubrió. Se manifiesta como una anciana pero su cuerpo es el de una joven, fijaros en la pierna izquierda cómo queda al descubierto.&lt;br /&gt;El tema que se escogió para el concurso fue el representar a dioses en sus diferentes facetas.&lt;br /&gt;El reto comenzó; Aracne tejiendo en su tapiz al dios Júpiter, del que se dice que era infiel por naturaleza y por ello tenía hijos hasta debajo de las piedras, y que su mujer Juno le estaba siempre echando la bronca. Aracne narra la infidelidad de este dios con la ninfa Europa, que la fecundó manifestándose bajo forma de toro. Pero no sólo trata el tema con una bajeza increíble, sino que también se regodea en los mínimos detalles.&lt;br /&gt;Minerva, por el contrario, tejió los temas más amables de los dioses, como benefactores de y para todos los humanos, todo ello con la maestría que la diosa tenía para ejecutar labores de este tipo.&lt;br /&gt;Se dio por finalizado el concurso y el juez dictaminó sentencia: Empate.&lt;br /&gt;Aracne, enfurecida, dijo que su tapiz era mejor que el de la diosa porque su tema era, por así decirlo, demasiado blando. Minerva se enfureció con la tejedora de Lidia y la castigó no sólo rasgándole su tapiz, sino golpeándole con la rueca en la cabeza y transformándola en araña, condenándola a hilar toda su vida.&lt;br /&gt;Este segundo tema se ve en el fondo del cuadro, donde se ven los tapices colgados, sobre todo se ve el de la propia Aracne. Si os fijáis bien podéis ver los cuernos del propio toro del mito de Europa.&lt;br /&gt;Pero este cuadro también es muy novedoso porque capta incluso el movimiento, fijaros en la rueca de la izquierda cómo parece que se mueve, o la hilandera de la que se dice que es Aracne, cómo hilvana la lana.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;· La tercera obra es quizá la más importante del autor y por la que es universalmente conocido, “Las meninas”.&lt;br /&gt;Se ha discutido mucho sobre el significado de este cuadro, pero aquí nos hacemos eco de la tesis que más adeptos tiene. Os recomendamos que prestéis bastante atención, porque nada en esta pintura es casual, y todo ello aderezado con la gran teatralidad que caracteriza el movimiento Barroco, os será de gran utilidad para poder entenderlo mejor.&lt;br /&gt;Antes de introducirnos en el verdadero significado del cuadro, tenemos que hacer una puntualización: Este cuadro es un paradigma o modelo en lo que se ha dado a entender como “perspectiva aérea”. Es decir, que Velázquez es capaz incluso de captar el aire que envuelve a las figuras, que parece que flotan, y ello unido a que están realizadas en un tamaño mayor que el natural, hace que esta visión se incremente. Las figuras más alejadas las vemos más borrosas, por eso están más lejos y nuestros ojos las perciben así.&lt;br /&gt;Volviendo a la pintura, en él vemos a la Infanta Margarita (justo en el centro, la chiquilla rubia) la cual, al ver a sus padres retratados por el propio Velázquez, se detiene a mirarlos. El pintor hispalense se encuentra a la izquierda del cuadro, desde donde retrata a los Reyes, que nosotros no vemos –de hecho estarían colocados donde estamos nosotros- pero que podemos intuir por el espejo del fondo a la izquierda. La Infanta, al aparecer tan de sopetón, provoca una serie de reacciones bien distintas:&lt;br /&gt;Las propias meninas, (que quiere decir “chicas” en portugués y que dan título al cuadro) que son las figuras que están a ambos lados de la Infanta, provocan una sensación como de necesidad o de sometimiento. Así, vemos que María Agustina Sarmiento tiene la sensación de que la Infanta tiene sed, por lo que le ofrece un jarrito con agua. No así en Isabel de Velasco, quien le hace una reverencia. A ambas se les ve a total servicio de la Infanta.&lt;br /&gt;A la derecha del todo, tenemos a dos enanos, quienes tampoco son ajenos a la visita que acaban de recibir: Maribárbola mira fijamente hacia nosotros (o sea, hacia los Reyes) y Nicolasito Pertusato despierta, aunque sea a patadas, al mastín real, para que vea que la Infanta acaba de llegar.&lt;br /&gt;Detrás de estas figuras, tenemos a dos figuras que conversan: Son, respectivamente, Doña Marcela de Ulloa y Don Diego Ruiz de Ancona, ambos guardadamas de la Reina. Como se puede ver por su atuendo, Doña Marcela era una religiosa.&lt;br /&gt;Finalmente, la figura masculina del fondo, es el Aposentador Mayor, o funcionario del Palacio Real, llamado Don José Nieto.&lt;br /&gt;Queremos que ahora os fijéis sobre todo en la figura del propio Velázquez, quien ya debido a su rango y a su experiencia como Pintor Cortesano, había alcanzado un grandísimo prestigio. (observad que lleva pintada la cruz de la Orden de Santiago; ésta no fue pintada por él, sino que habiéndole sido concedida a título póstumo esta distinción, fue añadida al atuendo tras su muerte.) Además, Velázquez se autorretrata pintando, lo cual es muy novedoso, dado que hasta entonces no se tenía al Arte, o más bien a la Pintura, con tanta valoración. El pintor hispalense sabe que está ahí porque ha luchado y quiere demostrárselo a todo el mundo.&lt;br /&gt;Habíamos dicho antes que Velázquez es un gran modelo para movimientos pictóricos posteriores. Pues bien, aquí en “Las Meninas” ya hace que los objetos más alejados los veamos más borrosos o difuminados, por lo que los vemos así. Con gran maestría, los pinta con pequeños trazos, pero nuestra retina nos engaña: Hace que parezcan juntos. Y lo mismo pasa con las vestiduras de los personajes: Aparentemente, parecen muy elaborados, pero en realidad son unos pocos trazos que nosotros vemos así, pero todo es un engaño visual.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;strong&gt;Proceso&lt;/strong&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Me gustaría haber sabido transmitiros mi entusiasmo por la obra de Velázquez, y vamos a ponernos manos a la obra para ver si lo he logrado.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;strong&gt;Recurso&lt;/strong&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Para conseguir ampliar vuestro conocimiento de la obra de Velázquez, podéis consultar las siguientes páginas web, y sobre todo os recomiendo que vayáis a disfrutar de sus obras en los Museos, que es una buena opción de uso de tiempo libre. Las visitas a los Museos resultan enriquecedoras, y si os buscáis un buen guía, amenas.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;a href="http://www.artehistoria.com/genios/pintores/3652.htm"&gt;www.artehistoria.com/genios/pintores/3652.htm&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;a href="http://www.imageandart.com/tutoriales/biografias/velazquez"&gt;www.imageandart.com/tutoriales/biografias/velazquez&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;www.legislaciones.iespana.es/velazquez.htm&lt;br /&gt;www.museoprado.mcu.es&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;strong&gt;Evaluación&lt;/strong&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Como os dije en líneas superiores, ahora pondré a prueba lo que habéis podido aprender gracias a los conocimientos que os he transmitido. Será un pequeño test. Al final del todo veréis las respuestas correctas, pero no hagáis trampa ni las miréis antes de tiempo. ¿Preparados? ¿Listos? ¡Ya, podéis empezar!&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;1. ¿En qué etapa del pintor sevillano se pintó “La rendición de Breda”?&lt;br /&gt;a) Después del primer viaje a Italia&lt;br /&gt;b) Al final de su vida&lt;br /&gt;c) En Sevilla, durante su formación con Pacheco&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;2. ¿Qué quiere decir “calidades matéricas”?&lt;br /&gt;a) Que los objetos se pintan a grandes trazos&lt;br /&gt;b) Que se pintan tan detalladamente que parecen verdaderas fotografías&lt;br /&gt;c) Que lo que importa son los objetos representados, no las figuras humanas&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;3. ¿Qué exclamó el Papa Inocencio X cuando vio terminado su retrato?&lt;br /&gt;a) “No es de mi agrado”&lt;br /&gt;b) “Es demasiado real”&lt;br /&gt;c) “Podría haberse esmerado más”&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;4. ¿Qué parentesco unía a Velázquez con Pacheco?&lt;br /&gt;a) Eran primos&lt;br /&gt;b) Eran suegro y yerno&lt;br /&gt;c) Eran tío y sobrino&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;5. ¿Cómo se llama la Infanta retratada en el cuadro “Las Meninas”?&lt;br /&gt;a) Infanta Leonor&lt;br /&gt;b) Infanta María Teresa&lt;br /&gt;c) Infanta Margarita&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;6. ¿Qué historia se nos narra en “La fragua de Vulcano”?&lt;br /&gt;a) Que Vulcano acaba de ser padre por primera vez&lt;br /&gt;b) Que los dioses están en guerra&lt;br /&gt;c) Que Venus le ha sido infiel a su marido, el propio Vulcano&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;7. ¿Qué es lo que fríe una vieja en una cazuela de barro de una famosa pintura velazqueña?&lt;br /&gt;a) Patatas fritas&lt;br /&gt;b) Huevos&lt;br /&gt;c) Panceta&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;8. ¿Cómo se llamaba la famosa tejedora de Libia que aparece retratada en “Las hilanderas”?&lt;br /&gt;a) Aracne&lt;br /&gt;b) Europa&lt;br /&gt;c) Ariadna&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;9. ¿De qué famosa orden es la cruz representada en el pecho de Velázquez en el lienzo “Las Meninas”?&lt;br /&gt;a) De Calatrava&lt;br /&gt;b) De Santiago&lt;br /&gt;c) De Alcántara&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;10. ¿De qué ciudad andaluza es el aguador representado por Velázquez en su primera etapa?&lt;br /&gt;a) De Almería&lt;br /&gt;b) De Jaén&lt;br /&gt;c) De Sevilla&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;em&gt;Soluciones&lt;/em&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;¡Espero que hayáis acertado la mayoría de ellas! Aquí abajo tenéis las soluciones y un pequeño recuadro para comprobar vuestros conocimientos…&lt;br /&gt;Y si no habéis acertado muchas… no os preocupéis, ¡nunca es tarde para volver a repasar y aprender más sobre este pintor!&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;1. A&lt;br /&gt;2. B&lt;br /&gt;3. B&lt;br /&gt;4. B&lt;br /&gt;5. C&lt;br /&gt;6. C&lt;br /&gt;7. B&lt;br /&gt;8. A&lt;br /&gt;9. B&lt;br /&gt;10. C&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;strong&gt;Conclusión&lt;/strong&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Y nada más, queridos amigos, espero que esta breve pero intensa trayectoria al pintor hispalense os haya valido para introduciros en él, si es la primera vez que lo hacéis, y si así no fuera, para volver una y otra vez en este maravilloso mundo de la pintura…&lt;br /&gt;¿Creéis que ya lo sabéis todo sobre Velázquez?&lt;br /&gt;¿Os ha parecido interesante?&lt;br /&gt;¿Iríais a ver sus pinturas a Museos?&lt;br /&gt;Sea como fuere… ¡espero haberos hecho pasar un rato agradable!¡Hasta pronto!&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/18669632-113380316629482156?l=talikundia.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://talikundia.blogspot.com/feeds/113380316629482156/comments/default' title='Enviar comentarios'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=18669632&amp;postID=113380316629482156' title='0 comentarios'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/18669632/posts/default/113380316629482156'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/18669632/posts/default/113380316629482156'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://talikundia.blogspot.com/2005/12/diego-de-silva-y-velzquez-y-su-tiempo.html' title='Diego de Silva y Velázquez y su tiempo (1599-1660)'/><author><name>Talikundia</name><uri>http://www.blogger.com/profile/10980909472042545874</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-18669632.post-113118140800183629</id><published>2005-11-05T19:02:00.000+01:00</published><updated>2005-11-05T10:09:04.203+01:00</updated><title type='text'>Como todo empieza</title><content type='html'>&lt;a href="http://photos1.blogger.com/blogger/1018/1833/1600/Puesta%20de%20sol.jpg"&gt;&lt;img style="FLOAT: left; MARGIN: 0px 10px 10px 0px; CURSOR: hand" alt="" src="http://photos1.blogger.com/blogger/1018/1833/320/Puesta%20de%20sol.jpg" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;Este, de ahora en adelante, será mi blog. A decir la verdad no creí jamás de crearme uno, desde que E. me dijo que estaba muy bien crearse uno, por la intimidad que proporcionaba (relativamente) y la gente que se conocía.&lt;br /&gt;Yo voy a escribir de lo que me apetezca, de lo que se me ocurra. Incluiré fotos divertidas y simpáticas, para ilustrar mis textos.&lt;br /&gt;Espero recibir muchas visitas (je je) de todos y todas, compañeros de clase que también se lo están creando en estos momentos, al propio E., a quien quiero hacer la competencia, etc.&lt;br /&gt;Y voy a mandar este texto, faltaría más... ¡mi debut en Internet! ¡Qué importante! ;)&lt;br /&gt;Ya seguiré escribiendo otro día.&lt;br /&gt;Un saludo de vuestra nueva "bloguera" o como se diga, Talikundia.&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/18669632-113118140800183629?l=talikundia.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://talikundia.blogspot.com/feeds/113118140800183629/comments/default' title='Enviar comentarios'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=18669632&amp;postID=113118140800183629' title='2 comentarios'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/18669632/posts/default/113118140800183629'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/18669632/posts/default/113118140800183629'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://talikundia.blogspot.com/2005/11/como-todo-empieza.html' title='Como todo empieza'/><author><name>Talikundia</name><uri>http://www.blogger.com/profile/10980909472042545874</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><thr:total>2</thr:total></entry></feed>
